NON CI SIAMO ACCORTI DI NIENTE #genitorifigli #alcolismo #ubriacarsi

C’è stata un po’ di maretta stasera durante la cena. Sara, sedicenne, ha mosso deboli proteste perché i genitori non le hanno permesso di uscire.

Dopo un breve battibecco la ragazza si è rassegnata e quando la famiglia ha finito di mangiare, come di consueto ha sparecchiato la tavola mentre Noemi la sorella più piccola, ha caricato la lavastoviglie.

La famiglia abita in una graziosa villetta a schiera di proprietà, con giardino e garage. Si trova in una periferia della città ben servita sia per i trasporti pubblici che per i servizi, non mancano infatti negozi di ogni tipo, palestre, bar, ristoranti.

I genitori sono persone semplici e rigorose, non fanno mancar niente alle figlie anche se si rifiutano di comprare abiti e accessori di marca perché vogliono che le ragazze imparino a ragionare con la loro testa, senza stare dietro a mode e tendenze.

La madre ha osteggiato finché ha potuto la scelta del marito di comprare il primo cellulare a Sara. Lo chiedeva continuamente da mesi, il padre ha ceduto e la moglie ha messo una regola ferrea: quando Sara rientra  a casa deve spegnerlo e lasciarlo sul tavolo dell’ingresso.

Anche l’utilizzo del computer è regolamentato: non più di mezz’ora al giorno e solo per motivi di studio, Facebook e gli altri social sono proibiti. E’ categorica la madre.

Il padre spesso trova l’atteggiamento della moglie troppo rigido ma si intromette il meno possibile perché sa che lei non gradisce irruzioni nel suo ruolo di educatrice.

Inoltre ne ha fiducia, è una donna di polso e sa farsi rispettare senza perdere mai la calma.

Anche quando nega qualcosa alle figlie ne spiega i motivi, pacatamente, minuziosamente, nel tentativo di ottenere il loro consenso alla sua decisione.

“E’ merito suo” – si ripete spesso il padre – “Se tutti si complimentano con noi per come sono ben educate le ragazze”.

Per amici e conoscenti la loro famiglia rappresentano un modello ideale, le figlie studiano con profitto, padre e madre – entrambi impiegati in una ditta di spedizioni – si occupano di volontariato e hanno alcuni incarichi nella parrocchia.

Così come accade di frequente alla domenica, l’indomani parteciperanno ad un pranzo organizzato dalla parrocchia per un gruppo di giovani immigrati in difficoltà.

Noemi andrà con loro, Sara invece ha ottenuto il permesso di restare a casa, non ha voglia di trascorrere la domenica con la gente della parrocchia.

A niente sono valse le riflessioni cui l’hanno spinta i genitori: sono ragazzi svantaggiati, per loro è un momento di aggregazione importante… Quando la figlia ha ribadito con decisione: “Preferisco rimanere a casa” il padre pur manifestando la sua delusione ha intercesso con la moglie ricordandole:  “E’ una adolescente, bisogna cercare di capire”.

Questa sera la coppia ha deciso di guardare un film in streaming, mentre le ragazze si sono ritirate nelle loro camere.

Poco dopo mezzanotte anche loro due vanno a dormire, la madre ancora inquieta per la discussione avuta poco prima con la figlia maggiore.

Sono le prime ore del mattino quando il telefono di casa inizia a squillare ripetutamente.

Il tempo di realizzare che non sta sognando e il padre si alza assonnato e si trascina in cerca del cordless.

Prende il telefono e dall’altra parte una voce maschile chiede: “Pronto casa Stanner?” – “Sì pronto, chi parla?”. – “E’ la polizia di….  Sua figlia Sara si trova all’ospedale San Michele, è in coma etilico”. –

L’uomo resta impietrito, inizia a tremare mentre il cuore gli rimbomba in gola ma si riprende e replica rasserenato: “Impossibile, mia figlia sta dormendo nella sua camera, qui in casa con me”.

La voce maschile calma e risoluta gli chiede di verificare.

Nei pochi attimi che gli resteranno impressi per tutta la vita l’uomo apre la porta per scoprire che Sara non c’è: il letto è in disordine ma vuoto, la finestra è aperta.

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E’ trascorsa una settimana, Sara ha rischiato di morire ma si sta riprendendo e tra qualche giorno sarà dimessa.

I medici comunicano ai genitori che i risultati delle analisi cui hanno sottoposto la ragazza parlano chiaro: Sara beve troppo alcol da molto tempo.

La psicologa della struttura dopo aver avuto due colloqui con la ragazza, informa i genitori che Sara scappa di casa a notte fonda uscendo dalla finestra della sua camera e raggiunge i compagni di scorribanda a bordo del motorino di qualche amico che passa a prenderla a poche decine di metri da casa per poi riportarla al mattino.

Dopo le dimissioni la ragazza sarà seguita da uno psicologo.

I genitori dovranno incontrare gli assistenti sociali che valuteranno se la loro famiglia è idonea o meno a prendersi cura delle due figlie.

 

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