QUASI GENITORI. #genitorifigli #droga

Avrà sì e no 18 anni. Piccola di statura, decisamente carina porta una frangetta bruna che le cade sugli occhi. Ha degli occhi verdi bellissimi impreziositi da ciglia folte e molto lunghe.

Aspetta un bambino e a giudicare dalle dimensioni del ventre non deve mancarle molto al momento del parto.

Il suo aspetto è curato – trucco leggero, pantaloni neri e maglione verde acqua, stivaletti in camoscio nero e una bella borsa di stoffa colorata – ma la sua espressione è vuota, il suo sguardo è spento. Fissa un punto davanti a sé, assente, isolata, distante anni luce.

E’ in piedi alla fermata degli autobus e risponde con gentilezza e dovizia di informazioni a una signora che le chiede dove sia una certa piazza.

La raggiunge un ragazzo, un coetaneo, che le dà un bacio sulla guancia. Lei lo guarda appena e gli passa fiacca, una mano sul volto.

Il giovane ha i lineamenti sottili e un’espressione che ricorda più un bambino che un adolescente. E’ di una magrezza sbalorditiva ed il suo volto è di un pallore cadaverico.

Ha profonde occhiaie grigiastre, lo sguardo stravolto, i capelli arruffati  e si regge a mala pena in piedi.

Incapace di stare fermo, si sposta in avanti e indietro senza posa, mentre si stropiccia gli occhi, si passa le mani sul viso, si sfrega il naso.

Poi pronuncia frasi frammentarie, sconnesse, rivolte a chissà chi. Lei resta immobile, non si volta neppure, la sua espressione non cambia di un filo, guarda dritto davanti a sé, in un punto lontano.

Lui le si avvicina, si inginocchia, le appoggia il capo sul pancione e attacca una cantilena: “Dì ciao a papà…. dì ciao a papà….dì ciao a papà….”.

Quindi si rialza e inizia a vomitare, un conato dietro l’altro, boccate biancastre e viscide, mentre continua a camminare dondolando: avanti, indietro, di lato, avanti, indietro….

Passa un autobus, la ragazza fa cenno all’autista di fermarsi e chiama: “Aldo, andiamo”.  Aldo barcolla, sputa, quindi la segue e sale a bordo.

Lei si siede sul posto che le hanno ceduto, lui la raggiunge, si piega e di nuovo poggia il capo sul pancione. Sbava mentre riprende la cantilena: “Dì ciao a papà…. dì ciao a papà….”

Inespressiva, lo sguardo sbiadito, la ragazza adesso guarda fuori dal finestrino mentre silente passa una mano sul capo del padre del suo bambino.

#genitorifigli #droga

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